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Parole di Vita 117

5 / 18 Gennaio 2026

Trentaduesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti le Teofanie

Tono grave (settimo)
Santi Teopempo e Teona, martiri
Santa Sincletica

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo Mattutino X: (Giovanni 21, 1-14)

ALLA LITURGIA

Apostolo:
Dalla seconda Lettera di Paolo a Timòteo (4, 5-8)
Diletto figlio Timòteo, sii sobrio in tutto, sopporta le sofferenze, fai opera d’evangelizzatore, adempi il tuo servizio. Io infatti sono già offerto in libagione ed è giunto il tempo della mia partenza. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno amato la sua manifestazione.

Evangelo:
secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nei profeti: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, che preparerà la tua via; voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore; raddrizzate i suoi sentieri”, venne nel deserto Giovanni il Battista, predicando un battesimo di conversione per la remissione dei peccati. Andava da lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello e una cintura di pelle aveva intorno ai fianchi; mangiava locuste e miele selvatico. E predicava dicendo: “Viene dopo di me il più forte di me; a lui non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali; io vi ho battezzati nell’acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo”.

Parole di Vita n. 116

29 Dicembre 2025 / 11 Gennaio 2026

Trentunesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività

Tono plaghio secondo (sesto)
Commemorazione del Santo e Giusto Giuseppe, di San Giacomo fratello del Signore e del Re Davide.

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

ALLA LITURGIA

Apostolo:
Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (1, 11-19)
Fratelli, vi rendo noto che il vangelo da me annunciato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio – che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia – di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Cefa e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore.

Evangelo:
secondo Matteo (2, 13-23)
In quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: “Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo”. Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va’ in terra d’Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino”. Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d’Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo.

 

Da Anastasis:

p. Silvano Livi: un ricordo personale

Parole di Vita n. 115

25 Dicembre 2025 / 7 Gennaio 2026
Natività del Nostro Signore Gesù Cristo

Apolytikion
(tono quarto)

La tua nascita, o Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri sono stati ammaestrati da una stella ad adorare te, sole di giustizia, e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te. Continua a leggere

Parole di Vita n. 114

22 Dicembre 2025 /4 Gennaio 2026
Trentesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti la Natività
Tono quinto

Nella domenica precedente la Natività (che cade tra il 18 e il 24 dicembre), i Santi Padri hanno istituito la Commemorazione della Genealogia del nostro Salvatore Gesù Cristo, nella quale comprendiamo non solo i suoi antenati secondo la carne da Adamo a Giuseppe, promesso sposo della Tuttasanta Deipara, ma anche tutti i Giusti e i Profeti, che con le loro parole o con le opere annunciarono la venuta nella carne del Figlio di Dio. (dal Sinassario)
Come cristiani battezzati, noi stessi siamo per adozione figli del Padre e fratelli di Cristo, come dice l’Apostolo, e siamo quindi continuazione di questa stirpe spirituale. Possiamo essere resi degni! Continua a leggere