Parole di Vita n. 155

12 / 25 ottobre 2026

Ventunesima Domenica dopo Pentecoste
Quarta domenica di Luca
Tono quarto
Commemorazione dei Padri del settimo Concilio ecumenico

LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale decimo (Giovanni 21, 1-14)

ALLA LITURGIA

Apostolo
Lettura dell’epistola di Paolo ai Galati (2, 16-20)

Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma solo in forza della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge, poiché per le opere della Legge non sarà giustificato nessun mortale. Se poi, cercando di essere giustificati in Cristo, siamo trovati peccatori anche noi, Cristo sarebbe ministro del peccato? No! Se infatti io costruisco di nuovo ciò che distrussi, mi dimostro trasgressore. Io, infatti, attraverso la legge morii alla Legge, onde vivere per Dio. Sono stato crocifisso insieme a Cristo; vivo, però non più io, ma vive in me Cristo. La vita che ora io vivo nella carne, la vivo nella fede, quella nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Evangelo dela quarta domenica di Luca
Dal Vangelo secondo Luca (8, 5-15)

Disse il Signore questa parabola: «Uscì il seminatore a seminare i suoi semi. Mentre seminava, uno cadde lungo la strada, fu calpestato e gli uccelli lo mangiarono. Un altro cadde sulla roccia, germogliò e si seccò perché non aveva umidità. Un altro cadde in mezzo alle spine, le spine crebbero insieme e lo soffocarono. Un altro cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto». E detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per intendere, intenda!» Allora i suoi discepoli gli chiesero cosa fosse questa parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio; agli altri parlo in parabole affinché guardando non vedano e ascoltando non comprendano. Ora, la parabola è questa: il seme è la parola di Dio. Quelli lungo la strada sono quelli che hanno ascoltato ma poi viene il diavolo e toglie la parola dal loro cuore perché, non avendo creduto, non siano salvati. Quelli sulla roccia sono quelli che ascoltano con gioia e accolgono la parola ma non hanno radice: per il momento credono, ma al tempo della tentazione si allontanano. Quello che è caduto tra le spine, sono quelli che hanno ascoltato ma, camminando sotto le preoccupazioni, e la ricchezza, e i piaceri della vita, restano soffocati e non arrivano a maturazione. Quello nella terra buona, sono quelli che hanno ascoltato la parola e la conservano in un cuore bello e buono, e nella pazienza portano frutto.»

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SU ORTHODOXIA

Su Orthodoxia, potete leggere il commento del Beato Teofilatto e una omelia di S. Giovanni di Kronstadt sul Vangelo di questa domenica.

La parabola del Seminatore Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Omelia sulla parabola del seminatore di San Giovanni di Kronstadt

 

 

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