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Parole di Vita n. 138

1 / 14 Giugno 2026

Seconda domenica dopo Pentecoste
I Santi glorificati in terra d’Italia
Santi Padri Aghioriti
San Giustino il Filosofo

Apolytikion dei Santi ortodossi d’Italia
Tono plaghio quarto
Come un dono di grande valore, * la Terra d’Italia ti offre, o Signore, * tutti i Santi che l’hanno abbellita. * Icona del Regno che verrà, * ricca di intercessori, * essa si appella alla tua tuttapura Madre, * ai Santi Apostoli Pietro e Paolo * e alle schiere dei martiri * per rimanerti fedele nei secoli.

Apolytikion della Domenica
Tono primo

Sigillata la pietra dai giudei, * mentre i soldati erano a guardia del tuo corpo immacolato, * sei risorto il terzo giorno, o Salvatore, * donando la vita al mondo. * Per questo le schiere celesti gridavano a te, * datore di vita: * Gloria alla tua resurrezione, o Cristo, * gloria la tuo Regno, * gloria alla tua economia, * o solo amico degli uomini. Continua a leggere

Parole di Vita n. 137

25 Maggio / 7 Giugno 2026

Prima domenica dopo Pentecoste
Terzo ritrovamento del capo di San Giovanni Battista

Apolytikion del tono plagale quarto:
Sei disceso dall’alto, o pietoso, hai accettato la sepoltura di tre giorni, per liberare noi dalle passioni: vita e risurrezione nostra, Signore, gloria a te.


Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo aurorale I (Matteo 28, 16-20)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 33 – 12, 2)

Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 10, 32-33. 37-38. 19, 27-30)

Disse il Signore ai suoi discepoli: «Chi confesserà in me davanti agli uomini, anch’io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me». Allora Pietro rispose e gli disse: «Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne sarà dunque a noi?» E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella rigenerazione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna. Molti primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi.»


DA ORTHODOXIA:

«Chi confesserà in me davanti agli uomini» Commento alla pericope evangelica della prima Domenica di Matteo. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Omelia sulla santità di San Giovanni di Shanghai e San Francisco

Parole di Vita n. 135

11 / 24 Maggio 2026

Settima Domenica di Pasqua (dei Padri del Primo Concilio Ecumenico)
Santi Cirillo e Metodio
(tono plagale primo)

Apolytikion di questa Domenica
(tono plagale secondo)

Le potenze angeliche si appressarono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercando il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donando la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te. Continua a leggere

Parole di Vita n. 134

4 / 17 Maggio 2026

Sesta Domenica di Pasqua (del cieco nato)
Santa Partenomartire Pelagia
San Niceforo il Solitario

(tono plagale primo)

Apolytikion di questa Domenica
(tono plagale primo)
Cantiamo, fedeli, e adoriamo il Verbo coeterno al Padre ed allo Spirito, partorito dalla Vergine a nostra salvezza: perché nella carne ha voluto salire sulla croce, sottoporsi alla morte e risuscitare i morti con la sua risurrezione gloriosa. Continua a leggere

Parole di Vita n. 133

27 Aprile / 10 Maggio 2026

Quinta Domenica di Pasqua (dela samaritana)
Santo ieromartire Simeone
(tono quarto)

Apolytikion di questa Domenica
(tono quarto)

Appreso dall’angelo il radioso annuncio della risurrezione, e libere dalla sentenza data ai progenitori, le discepole del Signore dicevano fiere agli apostoli: È stata spogliata la morte, è risorto il Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia. Continua a leggere

Parole di Vita n. 132

20 Aprile / 3 Maggio 2026

Quarta Domenica di Pasqua (del paralitico)
San Teodoro di Trichina

(tono terzo)

Apolytikion di questa Domenica
(tono terzo)

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dai morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.


LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale quarto (Luca 24, 1-12)

ALLA LITURGIA

Apostolos
Lettura degli Atti degli apostoli (Atti 9, 32-42)

In quei giorni avvenne che mentre Pietro passava da tutti, giunse anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. Qui trovò un uomo, un tale di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto». E subito si alzò. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saron e si convertirono al Signore. A Ioppe c’era una discepola di nome Tabithà, che significa Gazzella. Era ricca per opere buone e le elemosine che faceva. Capitò che in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero nella stanza di sopra. E poiché Lidda era vicina a Ioppe i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini a pregarlo: «Non tardare a passare da noi!» Pietro si alzò e andò con loro. Appena arrivato lo condussero alla camera di sopra e gli si presentarono tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era con loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto al corpo disse: «Tabithà, alzati!». Ed ella aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la alzò, poi chiamò i santi e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa fu nota in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 5, 1-15)

In quel tempo era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. C’è a Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, una piscina chiamata in ebraico Betzetà, che ha cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento delle acque. Infatti un angelo del Signore in certi momenti scendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo steso e sapendo che da molto tempo stava così, gli dice: «Vuoi guarire?» Gli rispose il malato: «Signore, non ho uomo che mi immerga nella piscina quando l’acqua viene agitata; quando vado io, un altro scende prima di me». Gesù gli dice: «Alzati, prendi il tuo giaciglio e cammina». E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo giaciglio, camminava. Quel giorno era un sabato. Dicevano dunque i Giudei al guarito: «È sabato e non ti è lecito prendere il tuo giaciglio». Ma egli rispose loro: «Chi mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina». Gli chiesero: «Chi è l’uomo che ti ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina?» Ma il guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato dalla folla che c’era in quel luogo. Dopo queste cose Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio.» Quell’uomo se ne andò e annunciò ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.


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DA ORTHODOXIA:
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Il paralitico di Betzetà. Commento alla pericope evangelica, del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Omelia sulla guarigione del paralitico e il Battesimo di San Cromazio di Aquileia https://www.orthodoxia.it/wp/omelia-sulla-guarigione-del-paralitico-e-il-battesimo/

Parole di Vita n. 131

13 / 26 Aprile 2026

Terza Domenica di Pasqua (delle Mirofore)
San Martino il Confessore, Papa di Roma
Sante Marta e Maria
Santa Tamara, regina di Georgia
(tono secondo)

«Giunte al Tuo sepolcro, e non trovandovi
il Tuo corpo immacolato, le donne
dicevano con lacrime pietose:
«È stato forse rapito Colui che concesse
all’emorroissa di ghermire la guarigione?
È forse risorto Colui che già prima
della passione aveva predetto la resurrezione?
Sì Cristo è veramente risorto,
Lui che ai caduti dona la resurrezione.»

Da: Romano il Melode, “Inni”

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Apolytikion di questa Domenica
(tono secondo)

Quando discendesti nella morte, o vita immortale, allora mettesti a morte l’ade con la folgore della tua divinità; e quando risuscitasti i morti dalle regioni sotterranee, tutte le schiere delle regioni celesti gridavano: O Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.


LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO

Evangelo aurorale terzo (Marco 16 9-20)

ALLA LITURGIA

Apostolos
Lettura degli Atti degli apostoli (Atti 6, 1-7)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, fra gli Ellenisti ci fu mormorio contro gli Ebrei, perché nel quotidiano servizio venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: “Non si può accettare che noi abbandoniamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Fratelli, prendete dunque in esame sette uomini tra di voi di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, che stabiliremo per questo bisogno. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della parola”. Il discorso piacque a tutti e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenas e Nicola, un prosèlito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. La parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti obbediva alla fede.

 

Evangelo
Dal Vangelo secondo Marco 15, 43 – 16, 8
In quel tempo venne Giuseppe di Arimatea, nobile Consigliere che aspettava anche lui il regno di Dio. Fattosi coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che già fosse morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da molto tempo. Informato dal centurione, donò il cadavere a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose nel sepolcro che era scavato nella roccia; poi fece rotolare una pietra sull’entrata del sepolcro. Intanto Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano a osservare dove veniva deposto. Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?” Ma, guardando in su, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E` risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro piene di timore e spavento, e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

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DA ORTHODOXIA:
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Sulle Mirofore. Omelia di San Giovanni di Shanghai e San Francisco

Parole di Vita n. 130

6 / 19 Aprile 2026

Seconda Domenica di Pasqua (di Tommaso)
Sant’Eutichio di Costantinopoli

Apolytikion di questa Domenica
(tono settimo)

Col sepolcro sigillato, o vita, sei sorto dalla tomba, o Cristo Dio, e a porte chiuse ti sei presentato ai discepoli, o risurrezione di tutti, per rinnovare in noi, grazie a loro, uno spirito retto, secondo la tua grande misericordia. Continua a leggere