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Parole di Vita n. 124

23 Febbraio / 8 Marzo 2026
Seconda Domenica di Quaresima
Domenica di San Gregorio Palamas
San Policarpo di Smirne
San Gregorio Palamas

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo aurorale quinto (Lc 24,12-35)

ALLA LITURGIA

Apostolo
Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (1, 10-14. 2, 1-3)

Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia mai posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza? Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori strada. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? Questa, infatti, dopo essere stata promulgata all’inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l’avevano udita.

Evangelo
secondo Marco (2, 1-12)

In quel tempo Gesù entrò a Cafarnao e dopo giorni si udì che era in casa. E si radunarono così tanti che non c’era spazio neppure davanti alla porta, ed egli diceva loro la parola. Vengono a portargli un paralitico, sorretto da quattro. E non potendo portarglielo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatto un buco, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, dice al paralitico: «Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati». Erano là seduti alcuni scribi che ragionavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non uno solo, Dio?» Ma Gesù avendo subito conosciuto nel suo spirito che così ragionavano tra sé, disse loro: «Perché ragionate così nei vostri cuori? Cos’è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Affinché allora sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di rimettere sulla terra i peccati, ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua». Quegli si alzò all’istante, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Cosa simile non l’abbiamo mai vista!»


ALCUNI LINK DA ORTHODOXIA:

Omelia per la domenica di San Gregorio Palamas dell’Arcivescovo Chrysostomos di Etna

Vita di San Policarpo di Smirne

«Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati». Commento alla pericope evangelica della seconda Domenica di Quaresima del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Parole di Vita 117

5 / 18 Gennaio 2026

Trentaduesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti le Teofanie

Tono grave (settimo)
Santi Teopempo e Teona, martiri
Santa Sincletica

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo Mattutino X: (Giovanni 21, 1-14)

ALLA LITURGIA

Apostolo:
Dalla seconda Lettera di Paolo a Timòteo (4, 5-8)
Diletto figlio Timòteo, sii sobrio in tutto, sopporta le sofferenze, fai opera d’evangelizzatore, adempi il tuo servizio. Io infatti sono già offerto in libagione ed è giunto il tempo della mia partenza. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno amato la sua manifestazione.

Evangelo:
secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nei profeti: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, che preparerà la tua via; voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore; raddrizzate i suoi sentieri”, venne nel deserto Giovanni il Battista, predicando un battesimo di conversione per la remissione dei peccati. Andava da lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello e una cintura di pelle aveva intorno ai fianchi; mangiava locuste e miele selvatico. E predicava dicendo: “Viene dopo di me il più forte di me; a lui non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali; io vi ho battezzati nell’acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo”.

Parole di Vita n. 116

29 Dicembre 2025 / 11 Gennaio 2026

Trentunesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività

Tono plaghio secondo (sesto)
Commemorazione del Santo e Giusto Giuseppe, di San Giacomo fratello del Signore e del Re Davide.

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

ALLA LITURGIA

Apostolo:
Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (1, 11-19)
Fratelli, vi rendo noto che il vangelo da me annunciato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio – che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia – di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Cefa e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore.

Evangelo:
secondo Matteo (2, 13-23)
In quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: “Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo”. Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va’ in terra d’Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino”. Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d’Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo.

 

Da Anastasis:

p. Silvano Livi: un ricordo personale

Parole di Vita n. 115

25 Dicembre 2025 / 7 Gennaio 2026
Natività del Nostro Signore Gesù Cristo

Apolytikion
(tono quarto)

La tua nascita, o Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri sono stati ammaestrati da una stella ad adorare te, sole di giustizia, e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te. Continua a leggere