15 / 28 Dicembre 2025
Ventinovesima Domenica dopo Pentecoste (Undicesima di Luca)
Domenica dei progenitori
Tono quarto

Apolytikion della Domenica
Tono quarto
Appreso dall’angelo il radioso annuncio della risurrezione, e libere dalla sentenza data ai progenitori, le discepole del Signore dicevano fiere agli apostoli: È stata spogliata la morte, è risorto il Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.
LETTURE LITURGICHE
AL MATTUTINO
Evangelo aurorale settimo (Giovanni 20, 1-10)
ALLA LITURGIA
Apostolo
Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.
Evangelo
secondo Luca (14, 16-24)
Disse il Signore questa parabola: Un uomo fece una gran cena, e invitò molti. E all’ora della cena mandò un suo servo a dire ai convitati, che andassero, perché tutto era pronto.
E principiarono tutti d’accordo a scusarsi. Il primo disse: «Ho comprato un podere, e bisogna, che vada a vederlo: di grazia, ritienimi scusato.» E un altro disse: «Ho comprato cinque gioghi di buoi, e vado a provarli: di grazia, ritienimi scusato.» E un altro disse: «Ho preso moglie, e perciò non posso venire.»
E tornato il servo riferì al suo padrone queste cose. Allora sdegnato il padrone di casa, disse al suo servo: «Va’ subito per le piazze, e per le contrade della città: e porta qua dentro i mendicanti, gli storpi, i ciechi e gli zoppi.» E disse il servo: «Signore, si è fatto, come hai comandato, ed c’è ancora posto.»
E disse il padrone al servo: «Va’ per le strade, e lungo le siepi: e costringili a entrare, affinché si riempia la mia casa. Poiché vi dico che nessuno di coloro che erano stati invitati assaggerà la mia cena.»
Da Orthodoxia:
La parabola della cena. Commento alla pericope evangelica dell’undicesima Domenica di Luca. (Luca 14, 16-24)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria
