Parole di Vita n. 132

20 Aprile / 3 Maggio 2026

Quarta Domenica di Pasqua (del paralitico)
San Teodoro di Trichina

(tono terzo)

Apolytikion di questa Domenica
(tono terzo)

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dai morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.


LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale quarto (Luca 24, 1-12)

ALLA LITURGIA

Apostolos
Lettura degli Atti degli apostoli (Atti 9, 32-42)

In quei giorni avvenne che mentre Pietro passava da tutti, giunse anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. Qui trovò un uomo, un tale di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto». E subito si alzò. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saron e si convertirono al Signore. A Ioppe c’era una discepola di nome Tabithà, che significa Gazzella. Era ricca per opere buone e le elemosine che faceva. Capitò che in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero nella stanza di sopra. E poiché Lidda era vicina a Ioppe i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini a pregarlo: «Non tardare a passare da noi!» Pietro si alzò e andò con loro. Appena arrivato lo condussero alla camera di sopra e gli si presentarono tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era con loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto al corpo disse: «Tabithà, alzati!». Ed ella aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la alzò, poi chiamò i santi e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa fu nota in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 5, 1-15)

In quel tempo era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. C’è a Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, una piscina chiamata in ebraico Betzetà, che ha cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento delle acque. Infatti un angelo del Signore in certi momenti scendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo steso e sapendo che da molto tempo stava così, gli dice: «Vuoi guarire?» Gli rispose il malato: «Signore, non ho uomo che mi immerga nella piscina quando l’acqua viene agitata; quando vado io, un altro scende prima di me». Gesù gli dice: «Alzati, prendi il tuo giaciglio e cammina». E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo giaciglio, camminava. Quel giorno era un sabato. Dicevano dunque i Giudei al guarito: «È sabato e non ti è lecito prendere il tuo giaciglio». Ma egli rispose loro: «Chi mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina». Gli chiesero: «Chi è l’uomo che ti ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina?» Ma il guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato dalla folla che c’era in quel luogo. Dopo queste cose Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio.» Quell’uomo se ne andò e annunciò ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.


****************
DA ORTHODOXIA:
****************

Il paralitico di Betzetà. Commento alla pericope evangelica, del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Omelia sulla guarigione del paralitico e il Battesimo di San Cromazio di Aquileia https://www.orthodoxia.it/wp/omelia-sulla-guarigione-del-paralitico-e-il-battesimo/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *