Parole di Vita n. 140

15 / 28 Giugno 2026
Quarta domenica di Matteo (Quarta domenica dopo Pentecoste)
San Glicherio il Confessore, Sant’Agostino di Ippona

Apolytikion della domenica
Tono terzo

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dai morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.


Letture liturgiche

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale quarto (Luca 24, 1-12)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (Rm 6, 18- 23)

Fratelli, liberati dal peccato, siete stati fatti schiavi della giustizia. Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Come infatti avete portato le vostre membra a essere schiave di impurità e iniquità per l’iniquità, così ora offrite le vostre membra in servizio della giustizia per la santificazione. Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. Quale frutto avevate allora in quelle cose di cui ora arrossite? Il loro fine infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e il fine è la vita eterna. Il salario del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Evangelo

Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 8, 5-13) – della domenica
In quel tempo Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo: «Signore, il mio servo giace in casa paralitico e terribilmente tormentato». Gesù gli risponde: «Io verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose dicendo: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io sono uomo sotto autorità, ma sotto di me ho soldati e dico a questo: Va’, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa». All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a chi lo seguiva: «In verità vi dico che da nessuno in Israele ho trovato una tale fede. E vi dico che verranno molti da Oriente e da Occidente e si porranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nella tenebra esterna, ove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, e per te avvenga come hai creduto». In quell’ora il giovane guarì.

secondo Luca (12, 8-12) di san Glicherio
Il Signore ha detto: “Chiunque mi confesserà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo confesserà davanti agli angeli di Dio. Ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. A chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo sarà condonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non sarà condonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come difendervi o cosa dire. Lo Spirito Santo in quell’ora vi insegnerà quel che è necessario dire”.


DA ORTHODOXIA:

Vita di San Glicherio

«Signore, non sono degno» Commento alla pericope evangelica della quarta Domenica di Matteo. (Matteo 8, 5-13) del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

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