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Parole di Vita n. 126

9 / 22 Marzo 2026
Quarta Domenica dei digiuni
Domenica di San Giovanni Climaco
Santi Quaranta Martiri di Sebaste

Tono plagale quarto (ottavo)

Apolytikion di San Giovanni Climaco
(tono primo)
Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei mostrato, Giovanni, padre nostro. Con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto celesti carismi e guarisci i malati e le anime di quanti a te accorrono con fede. Gloria a colui che ti ha dato forza; gloria a colui che ti ha incoronato; gloria a colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti. Continua a leggere

Parole di Vita n. 125

2 / 15 Marzo 2026
Terza Domenica dei digiuni
Domenica dell’adorazione della Croce

Santo Martire Esichio di Antiochia
Santa Partenomartire Eutalia di Sicilia

Letture liturgiche

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale settimo (Giovanni 20, 1-10)

ALLA LITURGIA

Apostolo
Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (4, 14 – 5, 6)

Fratelli, avendo un gran sacerdote che ha attraversato i cieli – Gesù, il Figlio di Dio – teniamo ferma la professione di fede! Non abbiamo, infatti, un gran sacerdote impotente a patire insieme le nostre debolezze, essendo stato provato in tutto, a nostra somiglianza tranne il peccato. Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia, affinché troviamo misericordia e grazia per un aiuto opportuno. Infatti, ogni gran sacerdote, preso di tra gli uomini, è costituito in favore degli uomini nelle cose che riguardano Dio, perché offra doni e anche vittime per chi sbaglia. Poiché anch’egli è circondato di debolezza, a motivo di essa deve – per sé e per il popolo- offrire sacrifici per i peccati. Nessuno riceve per sé questo onore se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Allo stesso modo Cristo non ha glorificato se stesso, essendo diventato gran sacerdote, ma chi gli ha detto: Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato. E in un altro passo dice: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedek.

Evangelo
secondo Marco (8, 34 – 9, 1)

Disse il Signore: «Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Infatti, che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi la sua vita patisce danno? Che potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non assaggeranno la morte finché non vedranno il regno di Dio venire con potenza”».

Parole di Vita n. 124

23 Febbraio / 8 Marzo 2026
Seconda Domenica di Quaresima
Domenica di San Gregorio Palamas
San Policarpo di Smirne
San Gregorio Palamas

Letture liturgiche

AL MATTUTINO

Evangelo aurorale quinto (Lc 24,12-35)

ALLA LITURGIA

Apostolo
Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (1, 10-14. 2, 1-3)

Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia mai posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza? Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori strada. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? Questa, infatti, dopo essere stata promulgata all’inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l’avevano udita.

Evangelo
secondo Marco (2, 1-12)

In quel tempo Gesù entrò a Cafarnao e dopo giorni si udì che era in casa. E si radunarono così tanti che non c’era spazio neppure davanti alla porta, ed egli diceva loro la parola. Vengono a portargli un paralitico, sorretto da quattro. E non potendo portarglielo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatto un buco, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, dice al paralitico: «Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati». Erano là seduti alcuni scribi che ragionavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non uno solo, Dio?» Ma Gesù avendo subito conosciuto nel suo spirito che così ragionavano tra sé, disse loro: «Perché ragionate così nei vostri cuori? Cos’è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Affinché allora sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di rimettere sulla terra i peccati, ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua». Quegli si alzò all’istante, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Cosa simile non l’abbiamo mai vista!»


ALCUNI LINK DA ORTHODOXIA:

Omelia per la domenica di San Gregorio Palamas dell’Arcivescovo Chrysostomos di Etna

Vita di San Policarpo di Smirne

«Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati». Commento alla pericope evangelica della seconda Domenica di Quaresima del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria